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Citizen of the Planet
I start up in the north,
I grow from special seed, I sprinkle it with sensibility. From French and Hungarian snow I linger in the sprouting until my engine’s full. Then I move across the sea to European bliss, to language of poets. As I cut the cord of home, I kiss my mother’s mother, look to the horizon. Wide eyed, new ground, humbled by my new surroundings. I am a citizen of the planet, my president is Kwan Yin. My frontier is on an airplane, my prisons: homes for rehabilitating. Then I fly back to my nest, I fly back with my nuclear, but everything is different. So I wait, my yearn for home is broadened, patriotism expended by callings from beyond. So I pack my things, nothing precious, all things sacred. I am a citizen of the planet, my laws are all of attraction. My punishments are consequences separating from source the original sin. I am citizen of the planet, democracy’s kids are sovereign, where the teachers are the sages and pedestals fill with every parent. And so, the next few years are blurry, the next decade’s a flurry of smells and tastes unknown. Threads sewn straight through this fabric, through fields of every color, one culture to another. I come alive and I get giddy, I am taken and globally naturalized. I am a citizen of the planet, from simple roots through high vision. I am guarded by the angels, my body guides the direction I go in. I am a citizen of the planet, my favorite pastime edge stretching. Besotted with human condition, these ideals are borne from my deepest within. Cittadina del Mondo
Traduzione di Gian Luca (utopian)Comincio al nord,
cresco da un seme speciale, lo spargo con emozione. Dalla neve francese ed ungherese indugio a germogliare finchè il mio motore non è pieno. Poi attraverso il mare verso la felicità europea, verso la lingua dei poeti. Mentre taglio il cordone di casa, bacio la madre di mia madre, guardo all'orizzonte. Con gli occhi spalancati, una nuova terra, affascinata dal mio nuovo ambiente. Sono una cittadina del mondo, il mio presidente è Kwan Yin. La mia frontiera è s'un aereo, le mie carceri: ricoveri per la riabilitazione. Poi torno volando al mio nido, torno volando con il mio nucleare, ma tutto è cambiato. Quindi aspetto, la mia voglia di casa è aumentata, il mio patriottismo consumato da vocazioni dall'aldilà. Quindi faccio le valigie, con niente di prezioso, ogni cosa è sacra. Sono una cittadina del mondo, le mie leggi hanno tutte un fascino. Le mie pene sono conseguenze che separano dalla sorgente il peccato originale. Sono una cittadina del mondo, i bambini del popolo sono i sovrani, dove gli insegnanti sono i saggi e i piedistalli sono occupati dai genitori. E così, gli anni venturi saranno confusi, la prossima decade sarà un turbinio di profumi e sapori sconosciuti. Abiti cuciti direttamente con questa stoffa, con campi di tutti i colori, da una cultura all'altra. Io torno a vivere e sono stordita, sono incantata e una cittadina globale. Sono una cittadina del mondo, da radici umili attraverso alte vedute. Sono protetta dagli angeli, il mio corpo guida la direzione in cui vado. Sono una cittadina del mondo, il mio passatempo preferito è quello di allungare i confini. Esaltata dalla condizione umana, questi ideali nascono dal mio animo più profondo. torna indietro |
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